Sabato, 23 Settembre 2017

"SAPONE E NATURA" di Claudia Di Giacomo

 

 

L’acqua, da sola, non lava perchè non è in grado di bagnare completamente tutti i corpi.

La "bagnabilità", infatti, dipende da vari fattori tra i quali la "tensione superficiale", una particolare proprietà dei liquidi che opera lungo la superficie di separazione (interfaccia) tra il fluido stesso ed un materiale di un'altra natura, come, ad esempio, l'aria. L’acqua ha un’elevata tensione superficiale che ostacola il suo potere bagnante. In pratica, la superficie dell’acqua si comporta come una membrana elastica che la avvolge e comprime, impedendole di entrare in contatto con la sporcizia e di rimuoverla; quindi, per “lavare” dobbiamo abbassare la tensione superficiale.

I tensioattivi (o surfactanti) sono sostanze che hanno la proprietà di abbassare la tensione superficiale di un liquido agevolando la bagnabilità delle superfici o la miscibilità tra liquidi diversi. I saponi sono degli ottimi tensioattivi, in grado di ridurre la tensione superficiale dell’acqua e di aumentarne così il potere bagnante.

Inoltre, i saponi fanno da intermediari fra l’acqua e il sudiciume favorendone il distacco dalle superfici da lavare e la sua dispersione in acqua. Per operare in questo modo la molecola del sapone deve possedere una particolare struttura che ne consente l’interazione contemporanea sia con l’acqua (e le molecole ad essa simili), sia con i grassi. Dal punto di vista chimico, i saponi sono di solito sali di sodio di acidi carbossilici a lunga catena. In pratica, una molecola di sapone è piuttosto lunga e da un lato (quello del sodio) si attacca molto bene all'acqua, mentre dall'altro (quello dell’acido carbossilico a lunga catena) si lega alle sostanze grasse; in questo modo il sapone favorisce il distacco del sudiciume dalle superfici da lavare. Inoltre, grazie al fatto che la molecola è lunga, riesce a separare i grassi dall'acqua e quindi ad emulsionare lo sporco e a rimuoverlo.

Gli ingredienti fondamentali del sapone sono:

  • Grassi e oli di origine vegetale o animale;

  • Soda caustica;

  • Un liquido in cui si dissolve la soda caustica.

Senza questi ingredienti, il sapone non si può fare.

Il processo di saponificazione consiste essenzialmente in una reazione di idrolisi in cui un grasso (trigliceride), mediante un idrossido (soda caustica), dà come risultato un alcool e il relativo sale dell'acido. In pratica, si fa reagire un trigliceride qualunque (tutti i trigliceridi sono esteri derivati dalla glicerina) e lo si fa reagire con soda caustica (idrossido di sodio); il risultato sono un alcool (la glicerina o piú correttamente glicerolo) e un sale di sodio (il sapone vero e proprio):

Utilizzando questa reazione si ottiene un sapone che contiene anche glicerina, che ha effetti benefici per la pelle. Esistono ottimi saponi che, sebbene prodotti con metodi industriali, non si discostano molto dai saponi artigianali; tuttavia, nella maggior parte delle saponette industriali, la glicerina viene rimossa. I saponi industriali “seccano” maggiormente la pelle, proprio perché sono privi di glicerina, che è un ottimo idratante naturale.

Il sapone naturale è, quindi, fatto di oli e di grassi che vengono trasformati in sale sodico e in glicerina grazie all'azione della soda caustica, diluita in un liquido.

La soda, o idrossido di sodio, è un materiale alcalino, molto reattivo, che va sempre maneggiato con cautela, indossando occhialini da piscina per proteggere gli occhi, guanti di gomma e una mascherina per riparare il naso e la bocca dal vapore che produce quando viene diluita. La soda caustica è indispensabile per produrre il sapone, ma durante la reazione con i grassi si neutralizza e sparisce; quindi la soda è indispensabile per fare il sapone, ma il sapone finito non la contiene.

Gli ingredienti fondamentali del processo di saponificazione sono i grassi e gli oli che vengono scelti in base alle loro proprietà emollienti, nutrienti o ristrutturanti; per esempio, la presenza di olio di cocco facilita la formazione di schiuma, l'olio di palma conferisce consistenza e durevolezza al sapone che lo contiene, l'olio di oliva è un vero toccasana per la pelle, il burro di karitè è un eccellente nutriente, gli oli di jojoba, di germe di grano, di semi di albicocca o di canapa sono emollienti e anti-ossidanti, gli oli di girasole, di mandorle, di crusca di riso e di avocado sono leggeri e lenitivi, gli oli di sesamo o di semi di zucca donano lucentezza ai capelli.
Il liquido nel quale si diluisce la soda caustica in genere è l'acqua, ma si possono utilizzare anche succhi di frutta, infusi d'erbe oppure, con un procedimento un po' complesso, il latte intero.

La preparazione del sapone può essere effettuata con il metodo “a caldo” o “a freddo”, anche se, in realtà anche con il procedimento “a freddo” si sfrutta il calore generato dalla reazione di saponificazione.

Il procedimento “a caldo” prevede 5 tappe:

1) si indossano gli indumenti protettivi (guanti, occhialini e mascherina) per pesare la soda caustica. Usando un recipiente graduato in vetro o in acciaio inossidabile, la si scioglie nel liquido, mescolando bene. La soda va sempre versata nel liquido, mai viceversa perché potrebbe essere pericoloso (durante il processo di dissoluzione della soda si produce calore);

2) si mettono i grassi in una casseruola di acciaio inossidabile o in una pentola smaltata e si fa scaldare a fuoco lento senza portare ad ebollizione;

3) quando i grassi e la soluzione di soda hanno una temperatura tra i 40 e i 50 gradi, si versa lentamente la soluzione di soda nel recipiente contenente i grassi e si mescola bene con un frullatore ad immersione. Durante questa operazione e per tutte quelle che seguiranno è necessario continuare ad indossare guanti, occhialini e mascherina;

4) continuando a frullare, la miscela, a poco a poco, si addensa fino a diventare talmente “cremosa” da poterci "scrivere" sulla superficie con la parte che cola dalla frusta del frullatore: questa è la fase del “nastro”. A questo punto, si possono aggiungere gli oli essenziali o le spezie che serviranno a profumarlo, i coloranti naturali per cosmetici che conferiranno la colorazione e gli additivi naturali (latte in polvere, polvere di riso, miele, caffè solubile, erbe officinali, polvere di pietra pomice, etc.); l’aggiunta di un po’ di farina serve a “fissare” la profumazione;

5) dopo aver mescolato accuratamente per rendere omogeneo l’impasto, si versa il sapone fresco in contenitori di plastica o di silicone e lo si copre bene con una vecchia coperta. Se si è scelto uno stampo grande, che preveda il taglio del sapone in panetti, il giorno dopo, andrà tolto dallo stampo e tagliato nelle dimensioni desiderate; durante questa operazione è importante indossare i guanti di gomma, perché la soda caustica non è ancora esaurita.

Per poter utilizzare il sapone è necessario attendere la sua “maturazione” o “stagionatura” che va effettuata disponendo i pezzi di sapone in un luogo fresco e asciutto; questo periodo dura in genere 4-5 settimane, ma per i saponi contenenti solo olio di oliva, si estende fino a 8 settimane.

 

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